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Dizionari - Enciclopedie

 

Io sono andato molto per Musei e Pinacoteche, e appena posso cerco di fare una capatina nei luoghi che a me sono più cari.

 

Ma queste raccolte cartacee, chiamate da me erroneamente Dizionari e Enciclopedie, sono dei compendi dell'Arte, e se è vero come è vero che non possono soddisfare il palato  (se è un palato appena un poco fine, dal punto di vista della visione del quadro, che dal vivo è una emozione troppo forte, e una fonte di dati inestimabile) è altrettanto vero che oltre a tenere vivo il ricordo (se abbiamo avuto la fortuna di vedere dal vero le Opere immortali raffigurate) delle opere viste, questi libri danno un quadro d'insieme di tutto rispetto.

 

E sono meritevoli di essere forieri di una coltura magari facile da trasportare, ma proprio per questo assolutamente insostituibile.

Prima di andare a vederle di persona, erano queste le mie collezioni.

E devo dire grazie alle Case Editrici (e ai loro Curatori) che li hanno realizzati, perchè senza di loro la comprensione sarebbe rimasta più oscura di quanto già non lo sia.

Manuali

 

Questi sono alcuni dei volumi che compongono la mia modestissima biblioteca.

La cosa che ho sempre fatto è di mettermi, anche solo virtualmente, sui banchi di scuola, e ricominciare, per l'appunto, a fare lo scolaro diligente.

Nel caso della pittura questo atteggiamento è stato fondamentale, perchè tali e tante sono le nozioni da assimilare e sperimentare che se così non avessi fatto non ne sarei mai venuto a capo.

 

Passando tempo e pagine, ho iniziato a capire cosa era fondamentale per una buona qualità di pittura, e cosa invece erano invenzioni senza senso ( almeno per me, s'intende).

Molti di questi volumi sono ancora oggi una buona fetta delle mie letture serali, e ancora adesso mi ricordano chi è lo scolaro e chi sono i maestri, e mi dimostrano, semmai ve ne fosse bisogno, cosa è stato possibile realizzare ai grandi Geni del passato con un decimo dei materiali di cui disponiamo noi oggi, e con una qualità degli stessi praticamente inesistente se rapportata a quella dei tempi nostri"

 

Queste sono ovviamente mie considerazioni personali. Il loro obiettivo è quello di dare "spessore" alla mia formazione di pittore, rendendola tangibile e passibile di esamina per gli utenti, e possono essere argomento di conversazione.

Biografie - Monografie

 

Ogni grande Maestro, a mio modesto avviso, in ogni epoca, da sempre, deve essere studiato esaminando parallelamente anche il suo periodo storico, il mondo in cui viveva, la sua testa, i suoi pensieri, le sue abitudini, il suo spicciolo quotidiano, cercando di addentrarsi fin nella più piccola banalità, laddove sia possibile.

 

Erano uomini, esseri umani, e non erano, e tutt'ora non sono, così diversi e distanti nelle loro peripezie quotidiane da noialtri mortali.

Sono un'altra cosa sul piano del genio, della creatività, dell'inventiva, della poesia e della padronanza di raccontarla con mezzi diversi da quello della parola.

Ma anche loro avevano le loro gioie, i loro dolori, i loro trionfi e le loro miserie. Rembrandt, che per me è una vera ossessione, è stato un Immortale dell'Umanità, ma era anche piccolo, ignorante, incapace di resistere alle tentazioni ( non solo dell'Arte), forte incassatore dei drammi che gli hanno sconvolto l'esistenza fino all'ultimo giorno, indistruttibile e inguaribile scialacquatore.

Era figlio di un mugnaio, pensava in oro e mangiava farina. E proprio nei momenti in cui ha veramente toccato il fondo, ha dipinto e raccontato la sua grandezza, e ha realizzato i suoi maggiori capolavori.

 

Caravaggio era un assassino, e l'asprezza del suo carattere, la sua visione della vita, il suo temperamento, che tanti guai gli hanno causato fino a portarlo ad una morte violente e misteriosa, sono anche le ragioni della sua pittura che ha cambiato la Storia dell'Arte stessa.

 

Per non parlare di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Tiziano. O delle miserie e della fame e degli stenti patiti da gente più recente, come Van Gogh, Modigliani, Ligabue, De Chirico, Guttuso,e alla via così.

 

Insomma, non si può parlare di come dipingevano senza capire come vivevano e cosa mangiavano.

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